Voglio condividere con te una breve nota su un libro illuminante e interessante che ho letto di recente. Non è recentissimo, ma il suo contenuto è decisamente ancora valido e utile a capire la radice di alcuni disagi che affliggono tuttora la nostra società. Te ne parlo brevemente in questo post.
Il titolo e il tema
Il libro si intitola: Gli inganni di Pandora. L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”; edito nel 2019 da Feltrinelli, tratta un tema ancora piuttosto attuale, quale è la condizione femminile. Vale la pena sottolineare sin da ora che il libro non intende creare fragili associazioni puntuali tra la Grecia del VI secolo a.C. e la società attuale, tuttavia ricostruisce, per rapide pennellate, il quadro delle credenze e delle leggi maturate nella Grecia arcaica e classica, constatando come, in qualche modo, ne siamo eredi.
Come dice l’autrice:
L’obiettivo è infatti la ricerca, a partire delle fonti greche, del momento nel quale l’individuazione di una “differenza” tra il genere maschile e quello femminile è stata tradotta nell’idea di un’inferiorità delle donne, immediatamente seguita da ineluttabili, pesanti discriminazioni. […] Di regola, infatti, pensiamo ai greci per ricordare tutto quello che la mostra civiltà deve alla loro cultura: e quanti e quali siano i nostri debiti nei loro confronti è superfluo ricordare. È forse necessario ripetere che è a loro che dobbiamo l’idea di democrazia, la storiografia, la filosofia, la scienza e il teatro? […] In questo, caso pensare a loro significa rendersi conto che della loro eredità fanno anche gli aspetti del presente legati al loro modo di intendere il rapporto tra i generi.

L’autrice
Mi piace riportare le parole che, di solito, gli autori usano per descriversi. Ecco come si definisce Eva Cantarella:
Ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Nel 2002 è stata nominata Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Tra i suoi ultimi libri: Sparta e Atene. Autoritarismo e Democrazia (Einaudi Stile Libero, 2021) e Le protagoniste. L’emancipazione femminile attraverso lo sport (con Ettore Miraglia: Feltrinelli 2021)
Cantarella è il nume tutelare della figura della donna nel mondo antico, esperta e profonda conoscitrice degli aspetti giuridici di ogni vicenda storica e, per questo, storicamente ineccepibile, fede degna: una garanzia. Leggere le sue pagine vale sempre la pena, proprio perché le sue storie sono storie vere, basate sulla conoscenza approfondita e capillare degli strumenti di cui le società greca e romana si sono servite per sopravvivere.
Irrinunciabile il suo Secondo Natura, sulla bisessualità nel modo antico (Feltrinelli 2016), libro che rileggerò e commenterò qui per voi, sempre perché ci sono molti nodi ancora da sciogliere nella nostra società. Ma anche Pompei è viva, scritto insieme a Luciana Jacobelli (Feltrinelli 2013), nel quale si sfatano i miti più noti circolanti su Pompei, a partire da quello – terrificante – delle prostituite che “ululavano” per attirare i clienti – frase ancora pronunciata da alcune guide turistiche in visita agli scavi.
Quando Zeus punì la colpa di Prometeo con una donna
Il saggio “L’inganno di Pandora” è denso ma scorrevole, come solo la Cantarella può e sa fare. Amo particolarmente i suoi saggi perché con parole studiate, esatte, e una forma che vuole farsi comprendere, riesce a spiegare concetti complessi e spesso duri da digerire. Ammiro particolarmente la sapienza, e la testimonianza, di una donna che con le proprie opere ha smentito essa stessa lo sbilanciamento pro viro che permea la cultura greca e del quale siamo eredi. La Cantarella ci è di esempio.
Nella sia breve ma incisiva ricostruzione, tutto parte dal mito, dalla favola antica di Zeus che per punire Prometeo invia Pandora sulla terra. E dal mito consegue la spiegazione, medica, filosofica e culturale, della subordinazione femminile all’uomo, della donna priva del logos, astuta e combina guai. Ricordate la Metis? Era appunto l’astuzia di cui era ben dotato Ulisse. Ecco, da questo breve saggio si comprende bene quale fosse l’idea delle virtù femminili, cioè quelle caratteristiche specifiche del genere femminile.

Platone che non ti aspetti e gli illuminati
Con poche e agili pennellate, Cantarella traccia un quadro di pensieri e valori sui quali la società greca si è fondata, sin dall’età arcaica, trovando conforto in alcune discipline filosofiche e nell’arte medica. Cantarella si prende un tempo per sfatare il mito di un Platone “femminista”, così come era stato inteso, ad esempio, dalle Suffragette, che durante le loro marce usavano sventolare la copia della Repubblica (opera che secondo lei andrebbe tradotta Costituzione, per dire).
Cantarella dimostra come, in realtà, il pensiero platonico è fortemente improntato alla supremazia maschile. Se nella Repubblica la differenza di genere dipende dall’educazione, nelle Leggi, ultima sua opera, la differenza è ricondotta alla biologia e alla natura e, per tanto, “giustizia e rende necessarie la discriminazione e la subalternità femminile” (p. 59).
L’autrice, parallelamente, pone in evidenza anche quelle correnti di pensiero, non predominanti, incarnate da Pitagora, Epicuro e Socrate, che ritenevano la donna pari all’uomo; tali filosofi vedevano nella subordinazione un conveniente costrutto culturale, che poteva essere contrastato in quanto frutto di un atteggiamento.
Differenze di genere, leggi, eccezioni
Vale la pena ribadire un concetto: mai infiammarsi oggi per idee pronunciate nel VI secolo aC senza le dovute contestualizzazioni: si scivolerebbe in inutili assimilazioni prive di senso.
Nell’ultima parte del volume l’autrice spiega le varie relazioni che erano nei diritti dell’uomo e della donna. L’uomo aveva diritto a tre relazioni, più una: la moglie (per la prole), la concubina (per la cura del corpo), l’etera (per il piacere intellettuale e sessuale) e il giovane uomo (eromenos). La donna, alla quale i medici prescrivevano la cura del matrimonio per eventuali problemi di procreazione o di affanno amoroso, poteva avere una sola relazione con il proprio marito.
Di qui, le varie norme giuridiche per eventuali flagranze in adulterio, valide per l’uomo, ma non per la donna, la quale secondo la legge greca non poteva in nessun caso, nemmeno da vedova o da “zitella” farsi cogliere con uomini che con fossero il proprio eventuale marito. E Cantarella rileva come, fatta la legge, si è trovata la scappatoia: un’eccezione fu prevista per il “delitto d’onore”, quello necessario a salvare il buon nome della famiglia. Una prassi – osserva l’autrice – giunta intatta sino a noi e “abolito, in Italia, sono negli anni ottanta del secolo scorso” (p. 68).
Il potere dell’educazione
Tuttavia la chiusa del volume è cristallina: il problema, che ancora oggi è vivo, nasceva dalla mancata educazione delle donne, cioè la loro formazione etica e umana. Lì si è annidata, e si annida tuttora, la subordinazione femminile. In un mondo in cui l’educazione era una prerogativa maschile, alle donne spettava al massimo di poter essere educate ai doveri della casa. Ma su questi temi, è bene rimandare agli altri volumi dell’autrice.
“Gli inganni di Pandora” è un libro del 2019 ma non ha scadenza, non è di quelli che lo devi leggere appena uscito, per ciò siete perfettamente in tempo per recuperarlo, se non lo aveste letto. Il testo è molto breve, dunque non aspettatevi una ampia trattazione dei temi, ma è molto valido per tratteggiare un quadro culturale sicuramente degno di nota e riflessione, tanto maschile, quanto femminile. Non offre formule per risolvere la questione di genere, non propone facili ricette, per fortuna, ma fa un altro lavoro: istilla curiosità e induce a meditare sulla profondità e complessità della natura umana e sui meccanismi che la animano.
Se credi che questo progetto meriti un sostegno economico, te ne ringrazio. Trovi qui sotto il bottone per fare una donazione al blog. Arriva a me e mi consente dei andare avanti a creare contenuti.
Grazie per avermi seguita fin qui e a presto! Valeria
Scopri di più da Muri per tutti - il blog di Archeologia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.