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Roma imperiale, di Francesco Marcattili (Carocci, Ottobre 2025): recensione

A giugno del 2025 è uscito un altro volume della collana Carocci “I luoghi dell’archeologia”, tutto dedicato alla Roma Imperiale. L’ho ricevuto dalla casa editrice, l’ho divorato e l’ho già abbondantemente consigliato sui miei canali social. Ora qui sul blog ne pubblico una nota, con qualche osservazione in più. Buona lettura.

Titolo, autore e collana

Il volume si intitola Roma imperiale è fa parte della collana “I luoghi dell’archeologia” diretta da Andrea Augenti, Daniele Manacorda e Giuliano Volpe. Di questa serie, interamente dedicata alla divulgazione di temi complessi della storia di Roma e del mondo romano, abbiamo già recensito:

Roma imperiale copre l’arco temporale che va da Augusto al III secolo e racconta la storia della formazione della più grande città del Mediterraneo antico e del contributo che gli imperatori hanno saputo e potuto dare alla costruzione di un impero geograficamente molto esteso e concettualmente universale. Come per gli altri volumi della collana, la narrazione è arricchita da una riflessione dedicata al mito di Roma, in questo caso Roma imperiale, e da una raccolta di indicazioni pratiche sui principali luoghi nei quali poter conoscerne la storia materiale e monumentale.

L’autore del volume è Francesco Marcattili, docente di archeologia classica all’università di Perugia e autore di numerose pubblicazioni, tra cui Circo Massimo. Architetture, funzioni, culti e ideologia (Roma 2009).

La copertina del libro “Roma Imperiale” di Francesco Marcattili – Carocci 2025

L’indice dei contenuti

In queste brevi recensioni trovo utile riportare l’indice della materia, così che sia chiaro fin da subito il tono e il ritmo della narrazione. Eccolo qui:

  • Premessa
  • 1. La città di Augusto
    • L’erede di Cesare
    • Come un sovrano ellenistico: il Pantheon e il Mausoleo
    • Un tempo di pace: l’Ara Pacis e l’Horologium Augusti
    • Il Principato di Apollo e gli Aurea Templa
    • Padre della Patria: il Foro di Augusto e Marte Ultore
    • Una successione difficile: gli edifici pubblici “alla memoria”
  • 2. L’Urbs dei successori
    • La divinizzazione
    • Gli epigoni: le opere di Tiberio, Caligola e Claudio
    • Nerone, l’artefice
    • Dopo le fiamme: la nuova Roma e la Domus Aurea
  • 3. La Roma dei Flavi
    • La seconda dinastia
    • Il Templum Pacis e la Forma Urbis
    • Il Colosso e l’Anfiteatro
    • “Signore e Dio”
    • Memoria gentilizia e apoteosi dinastica
    • Un nuovo Palazzo, un nuovo Palatino
  • 4. Da Traiano a Marco Aurelio: le trasformazioni degli “imperatori adottivi”
    • “Finalmente riprendiamo animo”
    • Il migliore
    • L’ultimo foro e l'”altissima colonna”
    • Le grandi opere di un “piccolo greco”
    • “Piccola anima, dove andrai?”: morte e apoteosi degli Antonini
  • 5. La Roma del III secolo
    • “da un’età dell’oro a un’eta di ferro e ruggine”
    • Restitutor Urbis
    • Sangue e acqua, pane e olio
    • Urbs Sacra
    • I Barbari alle porte
  • 6. Roma mito e modello: i nuovi imperi
  • 7. Roma imperiale: fruizione e tutela della memoria
  • Parchi, aree, monumenti
  • La Roma imperiale nei musei
  • Bibliografia

Il testo, la narrazione, lo stile

Il testo, denso di informazioni, scorre velocemente. La collana “I luoghi dell’archeologia” pone agli autori una sfida impegnativa: condensare temi enormi e complessi in circa 150 pagine. Roma imperiale ne conta 173 bibliografia compresa. Una bella impresa. Già solo per questo, dobbiamo riconoscere all’autore di aver compiuto una ottima sintesi della storia di Roma per circa 450 anni (si parte da Cesare in realtà e si arriva al sacco del 410).

La narrazione è resa scorrevole da una scrittura precisa e asciutta, a tratti anche emozionante per la capacità dell’autore di tratteggiare le personalità degli imperatori (i grandi protagonisti del libro) attraverso poche parole. L’uso costante e continuo di citazioni dalle fonti letterarie antiche è la caratteristica più interessante del volume e, di fatto, aiuta a memorizzare le informazioni, conferendo umanità e realismo ai fatti narrati.

L’uso delle fonti antiche offre anche un altro vantaggio: rende il libro un perfetto ausilio in formato tascabile per chiunque si occupi di narrare Roma. Pensiamo alle guide turistiche, che potranno finalmente girare le fonti antiche senza difficoltà. Pensiamo agli appassionati, che passeggiando per il centro monumentale potranno facilmente assegnare un nome e una storia alle rovine. Pensiamo agli studenti, che potranno memorizzare facilmente gli autori responsabili di una certa nomea degli imperatori, cogliendo rapidamente le sfumature di una narrazione spesso offensiva e demolitrice.

Osservazioni sul contenuto

È comprensibile che ci siano delle interpretazioni non necessariamente condivisibili, come l’affermazione “irrimediabilmente perduto è il rivestimento bronzeo delle travi del pronao” (p. 98) riferendosi al Pantheon, quando la ricerca dimostrato che si trattasse piuttosto delle travi vere e proprie, attraverso il calcolo delle tonnellate documentate dai testi rinascimentali. E ancora sul Pantheon, non si fa menzione del fatto che l’epigrafe attuale sia il rimaneggiamento ottocentesco di quella antica, perduta.

D’altronde, la narrazione delle fasi del Colosseo è ben stratificata nelle sue componenti, pur in un volume così succinto. Si definiscono bene i contributi dati dai singoli imperatori alla costrizione dell’anfiteatro e al contempo se ne coglie il senso generale: fatto tutt’altro che scontato nelle pubblicazioni di carattere divulgativo, dove normalmente si preferisce “tagliare” informazioni che sembrano superflue. A maggior ragione, quindi, questo volume si dimostra uno strumento perfetto per la conoscenza agevole e completa della storia di Roma imperiale, a beneficio di chi non ha potuto studiarla sulle pubblicazioni scientifiche.

La selezione delle immagini

Un limite delle pubblicazioni divulgative Carocci potrebbe essere la qualità e la quantità delle immagini. Fortunatamente, notiamo un progresso nel numero e nella qualità delle immagini inserite, pur essendo stampate in BN e su una carta che rende poco graficamente. Ma si sa, l’importante è considerare la giusta scala della rappresentazione e un lettering accurato, così che l’occhio percepisca immagini gradevoli e leggibili anche su formati che non lo consentirebbero. E in questo volume l’equilibrio c’è e funziona.

C’è solo un piccolo sfasamento tra alcune immagini e l’attribuzione agli autori dell’elaborazione grafica originale. Il disallineamento si verifica in particolare sulle planimetrie del Foro di Cesare, erroneamente attribuite a Menichetti 2021 (fig. 1 nel libro), quando l’autore della nuova pianta del Foro di Cesare è Alessandro Delfino e la ricostruzione grafica è di Valeria Di Cola (per questo me ne sono accorta). Per quanto Menichetti possa aver “aggiornato” una planimetria altrui, vale sempre la buona regola per cui le ricostruzioni grafiche – un lavoro di concetto molto faticoso, non un fatto meramente grafico – eventualmente tratte da un autore che le ripubblica, non essendo il fautore, vanno citate come “rielaborata da”.

Insisto su questo punto perché è spiacevole vedere il frutto di anni di lavoro assegnati a qualcun altro, anche nel caso in cui si tratti della mera indicazione della fonte iconografica: sarebbe ideale, per chi legge, specie se non addentro alle questioni tecniche trattandosi di un volume divulgativo, che sia indicata la fonte originaria. Vero è che l’autore del volume, nella premessa, fa presente che ha scelto di citare nel testo solo le pubblicazioni più recenti per ovvi limiti di battute, ma questo è un altro discorso. E la stessa svista riguarda le famigerate immagini dei Fori Imperiali create da Roberto Meneghini e Riccardo Santangeli con l’ausilio dei maestri d’arte di Inklink e pubblicate nel volume divulgativo del 2007 edito da Viviani, riferite (seppur come fonte di acquisizione) a Coarelli 2009.

Dove scoprire Roma imperiale

Il volume offre utili risorse per esplorare i luoghi della Roma Imperiale. Le aree archeologiche selezionate sono :

  1. Foro Romano e Palatino
  2. Anfiteatro Flavio
  3. Domus Aurea
  4. Fori Imperiali
  5. Palazzo Valentini
  6. Teatro di Marcello
  7. Circo Massimo
  8. Stadio di Domiziano
  9. Pantheon
  10. Terme di Caracalla
  11. Mausoleo di Adriano

I Musei selezionati sono:

  1. Museo delle Mura
  2. Museo Palatino
  3. Museo del Foro Romano
  4. Museo dell’Ara Pacis
  5. Mercati di Traiano
  6. Museo della Forma Urbis
  7. Musei Capitolini
  8. Centrale Montemartini
  9. Museo Nazionale Romano
  10. Galleria Borghese
  11. Musei Vaticani
  12. Museo della Civiltà Romana

Conclusione e risorse

In conclusione, il libro Roma Imperiale di Francesco Marcattili è un prezioso ausilio alla conoscenza di Roma Imperiale in formato tascabile. La bibliografia riportata in fondo al volume, aggiornata al 2025, lo rende anche un utile strumento per chi desidera portare sempre in tasca una buona raccolta delle pubblicazioni più recenti. E poi è uno sfizioso prontuario di citazioni dagli autori antichi sulla storia degli imperatori e di Roma imperiale.

Davvero un ottimo volume.

Ringrazio di cuore la casa editrice Carocci, e in particolare Irene Chieli, per avermelo inviato pensando potesse essere utile alla nostra community. Grazie ❤️

A proposito del Foro di Cesare, inserisco qui in chiusura il link al video nel quale ho raccontato gli scavi del 2005-2009, con immagini, planimetrie e altri riferimenti utili ad approfondire il tema dell’esordio di Roma imperiale. Approfitto, anzi, per chiedevi un po’ di sostegno a far crescer il canale YouTube, che conta quasi 1000 iscritti, ne mancano una manciata. Riprenderò presto a pubblicare video, ma intanto so che quelli su le grandi famiglie di Roma imperiale (qui la seconda parte), il Foro Romano e i Fori imperiali vi stanno aiutando a comprendere meglio la storia di Roma.

Ora, per fortuna, abbiamo anche l’appoggio di Roma Imperiale di Francesco Marcattili a sostenere il nostro percorso di conoscenza e approfondimento e di questo siamo grati all’autore e alla casa editrice Carocci per aver lanciato la collana “i luoghi dell’archeologia”.

Grazie a voi tutti per avermi seguita fin qui e a presto – Valeria


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